“Marguerite mon amour”. A trent’anni dalla morte di Marguerite Duras il Filo di Eloisa dedica una serie di iniziative all’iconica scrittrice francese

Il Filo di Eloisa dedica il mese di novembre a una serie di iniziative riunite sotto il titolo “Marguerite mon amour”, dedicate alla scrittrice Marguerite Duras (1914 – 1996). L’occasione è data da un doppio anniversario, il trentesimo della morte della scrittrice e il ventesimo della morte di Eloisa Manciati, l’intellettuale orvietana alla cui memoria è stata dedicata l’associazione e lettrice appassionata della scrittrice francese.

Fu Eloisa nel 1996 a voler dedicare uno spazio speciale a Duras nella storica rassegna culturale e di incontri orvietana “Spiragli”. L’edizione di quell’anno si svolse a maggio e ciò permise di realizzare i primi e sentiti omaggi a Marguerite Duras, a pochi mesi dalla sua scomparsa, avvenuta nel marzo di quell’anno. In quell’occasione Massimo Achilli realizzò una suggestiva installazione fotografica dedicata alla scrittrice e alla sua opera, installazione con la coreografia di Valentina Marini e l’interpretazione della stessa Marini e di Andrea Brugnera, cui diede voce l’attrice e regista Enrica Rosso.
La stessa installazione sarà riallestita e aperta al pubblico, nei tempi e nei modi descritti più avanti.

Gli eventi in cui si articolerà la manifestazione “Marguerite mon amour” saranno ospitati presso l’Hotel Palazzo Piccolomini di Orvieto (Piazza de’ Ranieri, 36).
Il primo incontro si svolgerà il 7 novembre alle ore 17.00 nel salone dell’Hotel per comunicare il significato dell’iniziativa, illustrare la poliedrica personalità e la multiforme opera di Duras, che si è esplicata non solo nella letteratura, ma anche nel cinema e nel teatro. Interverranno Ornella Cioni, studiosa di letteratura femminile; Anna Maria Farabbi, poeta; Massimo Achilli, fotografo; Enrica Rosso, attrice e regista.
Dall’8 al 18 novembre presso l’Hotel Piccolomini sarà possibile visitare l’allestimento dell’installazione di Massimo Achilli “Segreti”, dalle ore 12.00 alle 20.00, previa prenotazione al numero 349 291 0013. Per le caratteristiche dell’opera, l’accesso avverrà una persona alla volta per la durata di 15 minuti circa.
Il 12 novembre alle ore 17.00 verrà proiettato il film Hiroshima mon amour, regia di Alain Resnais, sceneggiatura di M. Duras (1959), presentazione a cura di Valentino Saccà, critico cinematografico.
Il 20 novembre alle ore 17.00 verrà proiettato il film Una diga sul Pacifico, regia di Rithy Panh, adattato da un romanzo di M. Duras (2008), presentazione a cura di Silvia Pezzopane, critica cinematografica.
Il 23 novembre alle ore 17.00 si svolgerà l’incontro di chiusura, con la partecipazione di Anna Maria Farabbi, per una riflessione sull’esperienza dell’installazione e sull’opera di Duras che l’ha ispirata.


 Marguerite Duras, pseudonimo di Marguerite Germaine Marie Donnadieu, è nata nel 1914 a Gia-Din, nell’attuale Vietnam, allora colonia francese, da genitori francesi.  Il padre morì quando era bambina e Marguerite crebbe con la madre, Marie Legrand, una donna dura, ma anche fragile dal punto di vista psichico, il fratello maggiore Pierre, nevrotico e violento, e il fratello Paulo, debole e da lei molto amato.  Marguerite sarà segnata dal clima teso e violento della famiglia, oppressa anche da difficoltà economiche per le iniziative azzardate della madre. La scrittrice racconterà la sua infanzia e adolescenza nei romanzi Una diga sul pacifico e L’Amante, ma lo spunto autobiografico, ampiamente rielaborato, caratterizzerà tutta la sua opera.
A diciotto anni lascia definitivamente il Vietnam e va a Parigi dove si iscrive all’Università e si laurea in Giurisprudenza. Si impiega al Ministero delle colonie, inizia a scrivere e a frequentare gli ambienti intellettuali. Nel 1939 si iscrive al partito comunista e sposa Robert Antelme, intellettuale e scrittore, deportato nel ‘44 in Germania. L’angosciosa attesa del marito e la sua stessa esperienza nella Resistenza saranno raccontate più tardi nel suo importante libro La douleur (1985). Nel ’43 pubblica il suo primo romanzo, ma il successo arriva con le cinquemila copie vendute de La diga sul Pacifico (1950), quello che definisce il vero libro della sua adolescenza, un libro politico e anticolonialista. Nel ’46 divorzia da Antelme e sposa Jean Mascolo da cui avrà un figlio, ma da cui si separerà nel ’57. Nel ‘50 è espulsa dal partito comunista, ma il suo impegno politico continuerà specialmente con l’attività giornalistica. Nel ’58 imprime una svolta alla sua scrittura con Moderato cantabile. Nel ‘59 scrive la sceneggiatura per Hiroshima mon amour, il film di Alain Resnais, e per essa sarà candidata al Premio Oscar. Sempre più evidente diventa l’interesse di Duras per il teatro e la cinematografia fino agli anni ’70. Sono di quegli anni i film Natalie Granger, 1972; La femme du Gange, ‘73; India Song, ’74. Negli anni 1964-66 escono due importanti romanzi Le ravissemente de Lol V. Stein e Le vice-consul. La vita di Duras fu una vita intensa, segnata dagli anni ‘80 dall’alcolismo, ma caratterizzata da una copiosa produzione letteraria, cinematografica e teatrale fino in tarda età. Il suo successo a livello internazionale fu decretato dall’assegnazione nel 1984 del Premio Goncourt per il romanzo L’amante. Malata gravemente dal 1988, muore a Parigi nel 1996.

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