Tempo di lavoro e tempo di vita. Conversazione con Pinuccia Barbieri e Maria Benvenuti

Pubblicato il 16 febbraio 2011

Sabato 19 febbraio
Ore 17.00 Sala del Carmine, via Loggia de' Mercanti, 39. Orvieto

Tempo di lavoro e tempo di vita.

Conversazione con Pinuccia Barbieri e Maria Benvenuti, Gruppo Lavoro Libreria delle Donne di Milano. Intervengono Maria Rita Paggio, responsabile della Camera del Lavoro di Orvieto e delegate sindacali. Introduce Ornella Cioni. A cura del Filo di Eloisa. L'incontro si svolge nell'ambito del Progetto "Per una cittadinanza attiva delle donne" finanziato dal Cesvol di Terni.

La Libreria delle donne di Milano sta riflettendo da diverso tempo sul tema del lavoro, al quale dedica regolarmente un inserto nella propria rivista "Via Dogana". Ha inoltre pubblicato nel 2008 "Lavoro e maternità. Il doppio sì. Esperienze e innovazioni" nei Quaderni di Via Dogana e nel 2009 " Immagina che il lavoro. Un manifesto del lavoro delle donne e degli uomini, scritto da donne e rivolto a tutte e tutti" (rivista " Sottosopra").

Questi testi cercano di fare il punto sulla situazione attuale del lavoro per le donne . Il modello mentale di lavoro che informa discorsi e aspettative è ancora oggi il modello fordista: tempo pieno uguale per tutti, uniforme e continuativo nell'arco della vita (il posto), nei compiti (la mansione), nella scala gerarchica (la carriera). Questo modello che dura da meno di cent'anni non ha mai coinvolto e tuttora non riguarda la maggioranza della popolazione femminile e ha rappresentato comunque una gabbia per le donne. Dagli anni '90 si è inceppato il processo di inclusione delle donne nel lavoro garantito e si è poi aperta la fase attuale della pluralizzazione e della precarizzazione delle forme di lavoro. Le donne sono ormai oltre la metà degli occupati nei lavori superiori al livello impiegatizio, ma lo sono sempre più in posizioni atipiche.

Senza disconoscere i feroci processi di selezione che tuttora tendono a premiare chi assicura massima disponibilità temporale, front-time, si ritiene che il riferimento alla precarietà come parola chiave per riassumere la posizione di molte donne mette sotto silenzio la crescente qualificazione del lavoro femminile, le differenze tra tipi di lavori non standard; appiattisce la domanda di lavoratrici diverse in un'unica rivendicazione di continuità e sicurezza del contratto di impiego e non dà titolo a negoziare altri nodi del lavoro retribuito come i tempi di lavoro e i suoi criteri di valorizzazione, monetari e non. Molte donne oggi vogliono lavorare a lungo e bene, vogliono risultati e riconoscimenti, ma non desiderano per sé un modello di partecipazione uniforme, a pieno tempo e per tutta la vita e nello stesso posto e luogo di lavoro. E' in corso una forzatura dei confini, con esiti incerti e rischiosi, ma le donne che erano la metà del cielo oggi sono anche la metà del capitale umano in circolazione e questo non può essere ignorato da nessuna economia e da nessuna forma di welfare.

A partire da queste considerazioni il gruppo lavoro della Libreria è giunto nella sua analisi ad alcuni risultati condivisi, dai quali discende la ricerca di una risposta politica che chiama in causa uomini e donne nella riprogettazione del lavoro di produzione e di riproduzione.

Le donne della Libreria hanno portato la loro analisi e le loro proposte in oltre cinquanta città italiane, promuovendo un dibattito sul lavoro, che si è nel frattempo arricchito dei contributi di altri gruppi e riviste di donne. Sabato prossimo saranno ad Orvieto, invitate dal Filo di Eloisa. Associazione culturale Eloisa Manciati.

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