Quel corpo che non siamo. Il video di Lorella Zanardo per ricordare con le giovani generazioni la Giornata Internazionale contro la Violenza alle Donne

Pubblicato il 28 novembre 2010

di Laura Ricci

Con una serie di iniziative, il 25 novembre 2010 si è ricordata a Orvieto la Giornata Internazionale contro la Violenza alle Donne. A organizzare la manifestazione più partecipata e significativa sono state, con l'attivo e prezioso concorso dell'ex assessore alle pari opportunità Cristina Calacagni, le associazioni L'Albero di Antonia e Il filo di Eloisa che, tra le altre attività in programma, avevano proposto la proiezione dell'ormai più che celebre video di Lorella Zanardo "Il corpo delle donne", impressionante galleria documentaria della terribile violenza psicologica che ogni giorno, dai nostri visionatissimi teleschermi, le donne subiscono nell'immagine che di loro viene rimandata dalla TV: non solo nella pubblicità, ma in un'ininterrotta serie di trasmissioni tra cui, ad imperversare, sono in particolare le cosiddette "trasmissioni di intrattenimento": giochi, gag con veline o, come dice Zanardo, "grechine", incredibili ma veri reality show che, impensabili altrove, sono considerati del tutto "normali" e leciti nel nostro Paese.

La consigliera di parità Marina Toschi durante il suo interventoAll'iniziativa, che si è svolta nell'Aula Magna dell'Istituto per Geometri di Ciconia, hanno aderito, oltre al Comune di Orvieto che si è associato all'intera Campagna del Fiocco Bianco, rappresentato ieri dal vice sindaco Massimo Rosmini, la Scuola secondaria di 1° grado "Scalza e Signorelli", il Liceo Scientifico "E. Majorana", l'Istituto Tecnico-Commerciale e per Geometri "L. Maitani", il Liceo d'Arte, la Nova Ars Vetana, l'UniTre, la Biblioteca pubblica Luigi Fumi, l'Associazione P285, imprenditrici e negozianti.

La proiezione del video è stata preparata e arricchita, nell'ambito delle attività didattiche della scuola "Scalza-Signorelli", con una serie di lavori sulla differenza di genere e sulla valorizzazione del pensiero femminile svolti con alunni e alunne nelle classi IIIB, IIIA e IIA dalle insegnanti Cristina Collepardi, Paola Polimeni e Laura Scatoloni. Ulteriore attività didattica è stata la realizzazione, da parte degli allievi e delle allieve del Liceo d'Arte, di una grande tela: una donna triste, che ha subito violenza - quest'ultima simboleggiata dal rosso dello sfondo - ma con le ali a significare che dallo stato di prostrazione che ne consegue si può uscire e, vere e proprie arabe fenicie, ci si può rigenerare. A realizzare il grande fiocco bianco che accoglieva all'ingresso della scuola e i piccoli nastri in raso che sono stati offerti ai/alle partecipanti, sono state invece le donne dell'Ars Vetana e dell'UniTre.

La proizione del video "Il corpo delle donne" è stata introdotta dal saluto del vice sindaco del Comune di Orvieto Massimo Rosmini e della Consigliera regionale di parità Marina Toschi, che non ha voluto far mancare il suo sostegno e la sua presenza a un'iniziativa così trasversale, e che ha ringraziato i presenti e l'ex assessora Cristina Calcagni per tutte le sinergie che ha saputo creare. Il video è stato quindi commentato da Donatella Proietti, dello staff della Consigliera di parità, e da Ornella Cioni, presidente del Filo di Eloisa.

Un'esperienza forte, i 25 minuti messi insieme da Lorella Zanardo, che avrà certamente bisogno del lavoro ulteriore e successivo delle/degli insegnanti per essere sedimentata e giustamente recepita dalle menti dei nostri giovani. Per questo il progetto non si ferma qui, ma continuerà con un corso di formazione per le insegnanti per cui l'ex assessora Calcagni ha ottenuto e stanziato a suo tempo pochi ma preziosi fondi mirati.

Minuti che colpiscono cuore e stomaco, dunque, questi del "Corpo delle donne" e che invitiamo chi non l'avesse ancora fatto a visionare su internet: così tragicamente veri, nella menzognera serie di stereotipi che ogni giorno ci viene propinata, così indecentemente falsi nel voler far passare un'immagine delle donne che la stragrande schiacciante maggioranza delle donne italiane, per propria ricchezza e fortuna, non è. Un'immagine a cui bisogna reagire ogni giorno con la demistificazione, l'educazione e la valorizzazione di modelli femminili positivi e alternativi, forti delle donne che realmente siamo, e di quegli unici consolanti volti espressivi che sono, nel filmato, quelli di Maria Callas e di Anna Magnani. Di quella frase che la grande, anticonformista "non diva" di "Mamma Roma" usava dire ai truccatori: "Non togliermi neanche una ruga, ci ho messo una vita a farle!".

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